Bellissima l'immagine! L'avete fatta apposta?

«E questo è tutto quello che mi ricordo..»Le grosse gambe pelose si sollevarono da terra, poggiandosi su un tavolino davanti alla vecchia poltrona di pelle su cui era seduto il mutante che aveva appena finito di parlare, Victor Creed.
Si trovava a casa sua, ed aveva compagnia. E, diversamente dal solito, non si trattava di una prostituta.
No, era con 'Wolverine', un mutante dai suoi stessi poteri con talmente tante cose in comune con lui da non poter pensare che vi fosse solo una semplice e pura coincidenza.
Quando si erano incontrati la prima volta, in quella banca per puro caso qualche ora prima, qualcosa era scattato in loro, la consapevolezza di essere legati da un filo invisibile.
Così Creed, o meglio
Sabretooth, aveva ospitato l'uomo nella sua umile -molto umile- dimora. Un bivano nel Bronx.
Di certo il canadese non si faceva problemi di arredamento, e ovunque la casa era vuota ed abbandonata a se stessa.
Pezzi di cibo, macchie di discutibile provenienza, vetri rotti erano il contorno perfetto della casa del killer.
Aveva appena finito di raccontare al suo improbabile ospite tutto ciò che si ricordava della sua vita. Non che ci fosse molto da dire.
Sapeva di essere nato molti anni prima e di non invecchiare, e sapeva che qualcuno gli aveva fatto qualcosa, di non essere nato così.
Da quel che c'era nella sua mente, si era svegliato un giorno in una campagna sperduta nella periferia estrema di una cittadina del Texas. Non ricordava cosa fosse successo prima, ma frequenti incubi e visioni erano come delle finestre aperte sul suo oscuro passato.
Sognava soprattutto una gelida stanza, come di un laboratorio. Era legato ad un freddo lettino metallico, e degli uomini con il camice gli facevano qualcosa. Rimembrava punture, dolore, acqua. Ma non era sicuro di nulla.
Eppure era sicuro di non essere nato in quel modo. Tutto quel metallo nel suo corpo.. Era sicuramente frutto di qualche pazzo scienziato.
Riferì tutto a Wolverine, nella speranza di trovare altri punti di contatto con lui.
«E tu?» Domandò, poi.


Mad World - Gary Jules
All around me are familiar faces
Worn out places, worn out faces
Bright and early for their daily races
Going nowhere, going nowhere
Their tears are filling up their glasses
No expression, no expression
Hide my head I want to drown my sorrow
No tomorrow, no tomorrow
And I find it kinda funny
I find it kinda sad
The dreams in which I'm dying
Are the best I've ever had
I find it hard to tell you
I find it hard to take
When people run in circles
It's a very, very mad world mad world
Children waiting for the day they feel good
Happy Birthday, Happy Birthday
Made to feel the way that every child should
Sit and listen, sit and listen
Went to school and I was very nervous
No one knew me, no one knew me
Hello teacher tell me what's my lesson
Look right through me, look right through me
And I find it kinda funny
I find it kinda sad
The dreams in which I'm dying
Are the best I've ever had
I find it hard to tell you
I find it hard to take
When people run in circles
It's a very, very mad world ... world
Enlarge your world
Mad world..