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| Mentre osservo comodamente seduto sulla mia asse la nascita di una stella, mi chiedo cos'abbia fatto io, Norrin Radd, per meritarmi tutto ciò. Mi sembra di aver sempre amato tutto ciò che mi circondava, mio padre, mia madre, mio fratello, la mia...la mia Shalla-Bal...il mio mondo e tutto ciò che i miei occhi potenziati dal Potere Cosmico hanno visto. Eppure sono qui, a godermi questi pochi secondi di pace dopo aver salvato l'Universo, assieme all'ausilio di un giovane guerriero terrestre di nome Richard Rider, dall'ennesimo folle conquistatore che credeva di possedere i poteri di un dio*. Rifletto sulla mia condizione, senza trascurare particolare alcuna. La mia mente è un ragno che cattura nella sua tela ogni minimo pensiero e lascia che sia io ad esplorarlo. Vago con la mia mente universale da Shalla Bal, il mio unico perduto amore, alla mia morte sulla Terra e ai miei amici, alla strabiliante potenza degli Altri e al nefasto patto con Mefisto, al ritorno alla vita per solo otto miseri giorni al mio ritorno come araldo di Galactus, alla lotta contro Overlord e l'alleanza con Nova alla fine di un mondo per mano mia tramite Galactus. L'araldo argenteo, non appena la stella cominciò ad espandersi a velocità incalcolabili ovunque si alzò sulla sua tavola da surf cosmica e partì rapido e sicuro verso la sua meta prestabilita. Ora non ha senso compiangersi. Ciò che ha senso è trovare Quasar e le sue Bande Quantiche. Ciò che ha senso e salvare l'Universo dall'incombente minaccia degli Altri e poi, anche se non avrebbe molto senso...godermi questi ultimi istanti di vita che mi rimangono...Viaggiava nell'iperspazio ad una velocità che superava di gran lunga quella della luce. Il tempo dietro se assumeva una colorazione bluastra, mentre davanti a se appariva rosso, colpa di effetti ottici e della relatività spaziale. Viaggiava sulle correnti di luce che scorrevano fra lo spazio attratte dalla gravità dei pianeti, tanto era veloce che poteva riuscire a vedere quei lampi lucenti. Certe volte aveva la sensazione che fosse il tempo a rallentare e non lui a volare così velocemente. Il mondo assume tutt'altro aspetto quando ci si muove all'incredibile velocità della luce. D'improvviso, attratto da una forte fonte energetica, Silverado cominciò a rallentare sempre di più, progressivamente. La sua meta era vicina. Ho avvertito una fonte energetica qui vicino. Non può che essere ciò che sto cercando. Non può che essere la mia salvezza!"Accellerò", per così dire, nuovamente fino a raggiungere quella massa informe luminosa che, proprio come Surfer, penetrava nell'iper spazio per muoversi nell'Universo. Tu! Quasar! Fermati! |
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